"Como, anno del Signore 1159, l'imperatore Federico I di Svevia, detto il "BARBAROSSA", dopo aver sconfitto Milano con il determinante contributo dei militi comaschi, riconoscente, giunge in visita a Como. La città gli tributa gran festa e accoglienza: si organizzano in suo onore gare, luminarie, parate, giochi e banchetti."
Da queste notizie
tramandateci dai Cronisti dell'epoca, il "Palio
del Baradello" prende lo spunto per rievocare a
Como, con rigorosa fedeltà tematica, i fatti
storici che ridiedero alla città dignità e
benessere dopo un pesante trentennio sotto il
giogo milanese.
Con il "corteo storico" si ripropone la
trionfale visita del "Barbarossa" e della di Lui
consorte, Beatrice di Borgogna, a Como con le
vie pavesate a festa, squilli di trombe e
rullare di tamburi, accompagnati dalle truppe
Imperiali e Comasche che, alleate, hanno
sconfitto dopo mesi di assedio la comune città
nemica: Milano.
Ambascierie, armigeri, vessilliferi, dignitari,
cavalieri e cortigiane, nei multicolori costumi
medievali, sfilano al seguito: macchine da
guerra e il "Carroccio Comunale" completano lo
sfarzoso carosello di personaggi storici.
COMO rivive con il Palio i giorni gloriosi di
quel passato storico che la città
orgogliosamente vanta: la fastosa rievocazione
storica è un compiuto evento con valori
culturali e civici. Ogni anno il palio propone
questi avvenimenti di allora celebrando in una
corale partecipazione un momento magico che
profuma di medioevo l'aria della Città.
La Rappresentanza Storica di Cernobbio
P
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2003 * Capitano: Guido Mazzarisi - Priore: Carletto Mondelli - Reggente: Romualdo Marelli .
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2008 * Capitano: - Priore: - Reggente:
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2009 * Capitano: Giovanni Natale - Priore: Carletto Mondelli - Reggente: Romualdo Marelli.
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2010 * Capitano: Claudio Peduzzi - Priore: Francesco Airaghi - Reggente: Romualdo Marelli.
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2011 * Capitano: Claudio Peduzzi - Priore: ********* ****- Reggente: Mario Minatta.
Ed è composta da cinque figure
importanti presenti in ogni borgo o
contrada e da altri personaggi
secondari.
Le cinque fgure principali sono:
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CAPITANO - Il Capitano è il comandante militare che stipula un contratto, impegnandosi a reclutare dei cavalieri e ad indurli in guerra.
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PORTAGONFALONE o GONFALONIERE- Il Gonfaloniere è colui che porta il gonfalone della propria contrada. Dall'antico francese "gonfalon", stendardo di guerra; insegna per lo più rettangolare, in tela, appesa su un pennone orizzontale.
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PRIORE- Il Priore, da "Prior": il primo dei due, ovvero colui che è a capo di un gruppo.
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CASTELLANO - Il Castellano è colui che, nel linguaggio storiografico, rappresenta il funzionario che manda a governare un castello.
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CASTELLANA - La Castellana è la moglie del Castellano.
Tra le figure secondarie ricordiamo
le DAME che
facevano parte della nobiltà e della
vita del castello.
La rappresentanza è inoltre composta
dal REGGENTE, dal
VICE REGGENTE e dal
FOTOGRAFO.
Figuranti e . . . :
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Giostra del Saraceno
La
giostra del Saraceno era un gioco guerresco in
voga nella seconda metà del secolo XI e
costituiva una sorta di prova di forza per i
cavalieri medievali. Prendeva luogo nelle feste
del Santo Patrono o per particolari ricorrenze
pubbliche: il simulacro del nemico Saraceno da
colpire serviva a rafforzare lo spirito
guerriero e l'odio contro di esso.
Nel folclore è il torneo equestre che fa
rivivere le antiche emozioni di due cavalieri
che si affrontano cercando di colpire con una
lancia il bersaglio prima dell'avversario,
aggiudicandosi così la prova che dà modo al
proprio Borgo, Comune o Contrada la possibilità
di progredire nella classifica verso il duello
finale.
Per la gara è ammesso un solo cavallo per Borgo,
Comune o Contrada,
anche in caso di infortunio. Il cavallo è
contraddistinto da una ghirlanda sigillata alla
coda, recante la firma del Giudice Supremo
apposta alla presenza del Capitano del Borgo.
Prima dell'inizio della gara, ogni cavaliere va
dalla castellana del proprio Borgo, Comune o
Contrada le porge la lancia da cavallo e la
madama vi infila un anello con nastri del colore
del proprio borgo, Comune o Contrada.

La Corsa con le Cariole
La
corsa delle carriole era una gara comasca di
antiche tradizioni. Ai tempi, infatti, non vi
era fiera, mercato o festa patronale in cui non
venisse disputata, in special modo durante il
carnevale. La gara che si tiene per il Palio
ricalca le modalità con cui veniva eseguita: si
corre su un percorso stradale cittadino a forma
di circuito, da percorrere due volte.
L'equipaggio è composto da sue atleti che
indossano le casacche con i colori del Borgo,
Comune o Contrada che li ha ingaggiati: si
avvicendano nel portare il compagno sulla
carriola di legno. La posizione dell'atleta
trasportato è obbligatoriamente seduta.
Questa gara offriva e offre tutt'oggi grande
spettacolarità per l'impegno profuso e per la
competitività che riesce a scatenare.
Il Tiro alla Fune
Il
tiro alla fune risulta uno dei giochi più
antichi. Lo scontro del bene e del male negli
eventi quotidiani, nelle forze della natura che
condizionano l'esistenza dei popoli viene
rappresentato in molte culture per mezzo di una
“lotta alla corda”.
Per la partecipazione emotiva e per il carattere
popolare, il tiro alla fune era un gioco molto
praticato nel Medioevo. Ancora oggi, però,
riesce a catturare l'attenzione dello
spettatore.
Ci sono infatti cinque nerboruti tiratori per
squadra che, vestiti delle casacche con i colori
del rispettivo Borgo, Comune o Contrada,
tentano, con grande fatica e dispendio di
energie, di attirare gli avversari oltre la
linea della metà capo, assicurandosi così la
vittoria della manche, che permetterà di scalare
la classifica.













