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Il Palio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Il Palio

 

Rappresentanza Storica di Cernobbio - Le Gare Del Palio

 

FORUM | LIBRO DEGLI OSPITI

 

 

"Como, anno del Signore 1159, l'imperatore Federico I di Svevia, detto il "BARBAROSSA", dopo aver sconfitto Milano con il determinante contributo dei militi comaschi, riconoscente, giunge in visita a Como. La città gli tributa gran festa e accoglienza: si organizzano in suo onore gare, luminarie, parate, giochi e banchetti."

Da queste notizie tramandateci dai Cronisti dell'epoca, il "Palio del Baradello" prende lo spunto per rievocare a Como, con rigorosa fedeltà tematica, i fatti storici che ridiedero alla città dignità e benessere dopo un pesante trentennio sotto il giogo milanese.
Con il "corteo storico" si ripropone la trionfale visita del "Barbarossa" e della di Lui consorte, Beatrice di Borgogna, a Como con le vie pavesate a festa, squilli di trombe e rullare di tamburi, accompagnati dalle truppe Imperiali e Comasche che, alleate, hanno sconfitto dopo mesi di assedio la comune città nemica: Milano.
Ambascierie, armigeri, vessilliferi, dignitari, cavalieri e cortigiane, nei multicolori costumi medievali, sfilano al seguito: macchine da guerra e il "Carroccio Comunale" completano lo sfarzoso carosello di personaggi storici.
COMO rivive con il Palio i giorni gloriosi di quel passato storico che la città orgogliosamente vanta: la fastosa rievocazione storica è un compiuto evento con valori culturali e civici. Ogni anno il palio propone questi avvenimenti di allora celebrando in una corale partecipazione un momento magico che profuma di medioevo l'aria della Città.

La Rappresentanza Storica di Cernobbio

Partecipa alla Manifestazione dal 1996 ed ha al suo attivo la conquista del prestigioso "Drappo del Palio" negli anni:

  • 2003 * Capitano: Guido Mazzarisi - Priore: Carletto Mondelli -           Reggente: Romualdo Marelli .

  • 2008 * Capitano:     - Priore:      - Reggente:

  • 2009 * Capitano: Giovanni Natale - Priore: Carletto Mondelli -           Reggente: Romualdo Marelli.

  • 2010 * Capitano: Claudio Peduzzi - Priore: Francesco Airaghi -           Reggente: Romualdo Marelli.

  • 2011 * Capitano: Claudio Peduzzi - Priore: ********* ****-           Reggente: Mario Minatta.

Ed è composta da cinque figure importanti presenti in ogni borgo o contrada e da altri personaggi secondari.
Le cinque fgure principali sono:

  • CAPITANO - Il Capitano è il comandante militare che stipula un contratto, impegnandosi a reclutare dei cavalieri e ad indurli in guerra.

  • PORTAGONFALONE o GONFALONIERE- Il Gonfaloniere è colui che porta il gonfalone della propria contrada. Dall'antico francese "gonfalon", stendardo di guerra; insegna per lo più rettangolare, in tela, appesa su un pennone orizzontale.

  • PRIORE- Il Priore, da "Prior": il primo dei due, ovvero colui che è a capo di un gruppo.

  • CASTELLANO - Il Castellano è colui che, nel linguaggio storiografico, rappresenta il funzionario che manda a governare un castello.

  • CASTELLANA - La Castellana è la moglie del Castellano.

Tra le figure secondarie ricordiamo le DAME che facevano parte della nobiltà e della vita del castello.
La rappresentanza è inoltre composta dal REGGENTE, dal VICE REGGENTE e dal FOTOGRAFO.

 

Figuranti e . . . :

 
  • CAPITANO:
  • Claudio Peduzzi
  • REGGENTE:
  • Mario Minatta
  • VICE REGGENTE:
  • PRIORE:
  • CASTELLANO:
  • Angelo Bianchi
  • CASTELLANA:
  • Elisa Carcano
  • NOTABILE:
  • Angelo Caggiano
  • CONSIGLIERE:
  • CONSIGLIERE:
  • CORTIGIANO:
  • Paolo Boleso
  • MILIZIA:
  • Gianluca Udio
  • DAMIGELLA:
  • Chiara Zanotta
  • DAMIGELLA:
  • DAMIGELLA:
  • RESP. FOTOGRAFIA:
  • Fulvio Carcano
  • RESP. ARCIERIA
  • Walter Esposto
  • RESP. INTERNET:
  • bigapp
   

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Le Gare Del Palio

Giostra del Saraceno

La giostra del Saraceno era un gioco guerresco in voga nella seconda metà del secolo XI e costituiva una sorta di prova di forza per i cavalieri medievali. Prendeva luogo nelle feste del Santo Patrono o per particolari ricorrenze pubbliche: il simulacro del nemico Saraceno da colpire serviva a rafforzare lo spirito guerriero e l'odio contro di esso.
Nel folclore è il torneo equestre che fa rivivere le antiche emozioni di due cavalieri che si affrontano cercando di colpire con una lancia il bersaglio prima dell'avversario, aggiudicandosi così la prova che dà modo al proprio Borgo, Comune o Contrada la possibilità di progredire nella classifica verso il duello finale.
Per la gara è ammesso un solo cavallo per Borgo, Comune o Contrada,
anche in caso di infortunio. Il cavallo è contraddistinto da una ghirlanda sigillata alla coda, recante la firma del Giudice Supremo apposta alla presenza del Capitano del Borgo. Prima dell'inizio della gara, ogni cavaliere va dalla castellana del proprio Borgo, Comune o Contrada le porge la lancia da cavallo e la madama vi infila un anello con nastri del colore del proprio borgo, Comune o Contrada.

La Corsa con le Cariole

La corsa delle carriole era una gara comasca di antiche tradizioni. Ai tempi, infatti, non vi era fiera, mercato o festa patronale in cui non venisse disputata, in special modo durante il carnevale. La gara che si tiene per il Palio ricalca le modalità con cui veniva eseguita: si corre su un percorso stradale cittadino a forma di circuito, da percorrere due volte.
L'equipaggio è composto da sue atleti che indossano le casacche con i colori del Borgo, Comune o Contrada che li ha ingaggiati: si avvicendano nel portare il compagno sulla carriola di legno. La posizione dell'atleta trasportato è obbligatoriamente seduta.
Questa gara offriva e offre tutt'oggi grande spettacolarità per l'impegno profuso e per la competitività che riesce a scatenare.

 

Il Tiro alla Fune

Il tiro alla fune risulta uno dei giochi più antichi. Lo scontro del bene e del male negli eventi quotidiani, nelle forze della natura che condizionano l'esistenza dei popoli viene rappresentato in molte culture per mezzo di una “lotta alla corda”.
Per la partecipazione emotiva e per il carattere popolare, il tiro alla fune era un gioco molto praticato nel Medioevo. Ancora oggi, però, riesce a catturare l'attenzione dello spettatore.
Ci sono infatti cinque nerboruti tiratori per squadra che, vestiti delle casacche con i colori del rispettivo Borgo, Comune o Contrada, tentano, con grande fatica e dispendio di energie, di attirare gli avversari oltre la linea della metà capo, assicurandosi così la vittoria della manche, che permetterà di scalare la classifica.

 

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Drappo 2011

 

 

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Drappo 2010

 

 

Drappo 2009