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Il Gruppo Arcieri del Drago Alato
di Cernobbio è stato costituito nell'autunno del 2008 sotto
la direzione e l'insegnamento del Capo Arciere
Professionista Walter. Nel 2009 fa la sua comparsa nel Palio
del Baradello esibendosi durante la Cena Medievale a
Cernobbio (Piazza S. Stefano) e durante la "Giostra del
Saraceno" a Villa Erba. Ha Partecipato come ospite al Palio
di Fenegrò il 6 Settembre. Nel 2010, grazie ad alcuni
accordi con il comune di Maslianico, ha ottenuto un campo
per allenarsi ed esibirsi!
OFFICIAL SUPPORTER
APERTURA ORARIO ESTIVO
GIOVEDI' 16.30 > 18.30
SABATO 09.30 > 12.00
PER INFORMAZIONI >
WALTER 389.2797056
FORUM |
LIBRO DEGLI OSPITI
L'Arciere
Militare
Medievale:
brevi note sull'arco antico
L'arco è
l'arma da getto di proiettili a forma di frecce.
E' costituito
da un corpo allungato flessibile, le cui estremità sono
congiunte e messe in tensione da una corda a formare una
molla: l'accumulo di energia per il lancio si ottiene
aumentando la distanza tra l'impugnatura e la corda.
L'arco antico
è detto "semplice" ed è documentato in Europa dal Neolitico
al Tardo Medioevo e può ritenersi quello maggiormente usato
dalle milizie comunali e feudali dal XII al XIV secolo.
L'arco "composito", di antica origine asiatica, è conosciuto
in quanto in uso di gruppi etnici orientali. Durante il
regno di Federico II di Svevia, all'inizio del XIII secolo,
l'arco composito delle milizie saracene (e la balestra)
diviene la principale arma da getto bellica per la maggiore
distanza e forza espressa.
Gli archi
antichi presentano notevoli varianti del profilo, delle
sezioni e delle dimensioni a secondo delle esigenze
funzionali connesso con le virtù elastiche dei materiali di
cui l'arco è costituito e all'uso che l'arciere dovrà farne
in battaglia o a caccia. Così gli archi in solo legno,
materiale dalle qualità elastiche limitate, saranno diritti
e lunghi per favorire la distribuzione dello sforzo.
L'uso di
materiali aggiuntivi di rinforzo sul dorso, la parte
dell'arco più sottoposta a rotture, come pelle o tendine,
consente la fabbricazione di armi più corte che verranno
rese più agevoli da tendere per mezzo di controcurve alle
estremità, funzionanti da leve sui flettenti sottostanti.
L'impiego di
corno e tendine, combinazione di eccezionale elasticità,
consente di costruire armi molto corte (ma sottoposte a
forte sollecitazione) munite di controcurve accentuate e con
flettenti riflessi in avanti per aumentarne l'escursione.
Se l'arco in
legno diritto sarà l'attrezzo da sopravvivenza del milite e
del cacciatore medievale, l'arco composito è l'arma per
eccellenza, maneggevole e micidiale, del guerriero a cavallo
delle steppe.
Il legno da
archi per eccellenza appare essere il tasso, arbusto piccolo
e a crescita lenta che si trovava neel'alpi e nei monti,
specie avviata all'estinzione.
Il secondo
legno usato nel Medioevo risulta essere il nocciolo che
garantisce un'ampia diffusione e la sua spiccata tendenza a
crescere in ceppaie con polloni di rapido sviluppo che lo
rendono una fonte di materia prima molto disponibile e poco
costosa per la produzione di archi: i fusti diritti e puliti
non richiedono cure assidue da parte dei boscaioli come
invece per le piante di tasso che, oltre a crescere molto
lentamente emettono rami e getti laterali da ripulire
periodicamente.
Altri legni
usati furono il frassino e il sambuco.
Per le aste
per frecce erano usati i legni delle Latifoglie preferiti a
quelli di conifere: il pino, in particolare, era utilizzato
dagli artigiani del vicino Oriente per le frecce degli archi
compositi. Il legno di sambuco, leggero ma forte, si
prestava bene alla realizzazione di aste di piccolo diametro
ed era agevole la sua lavorazione a mano.
Esso compare
ne''elenco dei legni da frecce del noto testo di arceria
dell'inglese Roger.-
Ascham del
1544
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